
Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump contro Giorgia Meloni hanno scatenato una vera e propria ondata di reazioni nel panorama politico italiano. Le condanne all’uscita del Tycoon sono arrivate da tutte le parti, anche se con sfumature differenti e riflessi sui rapporti tra Roma e Washington. Mentre il centrodestra sostiene la premier, il centrosinistra critica sia le parole di Trump sia la gestione della politica estera da parte del governo.
Dentro la maggioranza, i leader politici fanno fronte unico a sostegno della presidente del Consiglio. Antonio Tajani, vicepremier di Forza Italia, parla di “offesa” al Paese, mentre Matteo Salvini, della Lega, afferma che chi critica Meloni attacca anche l’intero schieramento. Anche Maurizio Lupi di Noi Moderati definisce le affermazioni di Trump “ingiustificate”. Tuttavia, figure di spicco di Fratelli d’Italia, come Guido Crosetto, parlano di “caduta di stile” del presidente Usa e Ignazio La Russa avanza l’ipotesi di una vendetta da parte di Trump per non aver controllato Meloni. I meloniani rimarcano la “schiena dritta” della premier e tentano di minimizzare l’accaduto, citando le critiche che Trump ha rivolto anche a leader europei.
Il centrosinistra non si ferma però alle sole condanne. I leader della coalizione, da Elly Schlein (PD) a Matteo Renzi (Iv), puntano il dito contro la gestione della politica estera da parte di Meloni. Schlein invita la destra a riflettere su una “strategia fallimentare”, mentre Renzi si rivolge sarcasticamente alla premier, suggerendo che la sua alleanza con Trump sia in contrasto con gli interessi nazionali. Giuseppe Conte dei 5 Stelle sottolinea invece come Meloni stia subendo le conseguenze delle sue scelte, e i leader di Avs non esprimono solidarietà, sostenendo che ciò che è accaduto ha minato la credibilità dell’Italia.