
Nato: Meloni prepara il terreno per il summit di Ankara
Il prossimo incontro tra la Premier Giorgia Meloni e Donald Trump in occasione del summit Nato ad Ankara rappresenta un’importante opportunità per affrontare temi cruciali riguardanti la sicurezza dell’Europa e il rafforzamento dell’Alleanza Atlantica. La riunione, convocata a Palazzo Chigi, ha visto protagonisti anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, tutti impegnati a discutere le implicazioni finanziarie del vertice, in programma nei prossimi giorni.
Durante l’incontro, è emerso il tema delle spese militari, ma il governo è rimasto riservato riguardo alla questione del Safe, che riguarda i prestiti destinati a investimenti nel settore della difesa. Un report del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ha sollevato preoccupazioni, suggerendo che l’Italia stia opponendosi a impegni finanziari per fornire armi all’Ucraina nel 2026 e 2027. Tali affermazioni sono state negate dalle fonti governative, che hanno ribadito il continuo supporto di Roma a Kiev e la disponibilità a finanziare l’importo necessario.
Il governo italiano intende inviare un chiaro messaggio di sostegno all’Ucraina dal summit di Ankara, puntando a un consolidamento della sicurezza in Europa. Il tema sarà di grande rilievo, con l’operatività di una batteria Sampt-T fornita dall’Italia in Turchia in vista del vertice. Meloni ha già annunciato un aumento della spesa per la difesa pari al 2,8% del PIL, di cui una parte significativa deriva dalle spese legate alla sicurezza nazionale. Tajani ha sottolineato che il rafforzamento militare è un passo necessario per garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto della libertà.
In un clima di tensione crescente con gli Stati Uniti, dove Trump si aspetta un’accelerazione degli impegni finanziari, il governo italiano si prepara ad affrontare le sfide in arrivo. La Premier, che il giorno del summit è attesa a un congresso della Uil, dovrà gestire delicate relazioni internazionali, inclusi i rapporti con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.