
Secondo Pasquale Stanzione, presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, l’intelligenza artificiale (IA) si è trasformata in una **nuova infrastruttura del potere**, tracciando linee di demarcazione che ricordano la guerra fredda. Nel contesto della sua *Relazione annuale al Parlamento*, Stanzione ha sottolineato le sfide emergenti legate ai **deepfake** e alle app di “deepnude”, che **rappresentano una minaccia grave**, non solo per la privacy delle donne e dei bambini, ma anche per la stabilità sociale.
Il presidente ha evidenziato l’urgenza di proteggere i minori dal cosiddetto **capitalismo delle piattaforme**, invitando le autorità a prendere provvedimenti contro la **spettacularizzazione voyeuristica** dell’informazione. “Dobbiamo porre l’innovazione al servizio dell’uomo”, ha affermato, enfatizzando l’importanza di **promuovere la fiducia nel digitale**. La presenza di figure come *Guido Scorza*, dimessosi dal Collegio, ha ulteriormente complicato il quadro normativo, richiedendo un appello alle Camere per una rapida elezione del suo successore.
Nel suo discorso, Stanzione ha anche esaminato il ruolo crescente dell’IA in ambito geopolitico, definendola un campo di battaglia per la **supremazia tecnologica**, in particolare tra Stati Uniti e Cina. Cita il caso di *Anthropic*, che ha rifiutato di fornire software ai governi per la sorveglianza dei cittadini, e sottolinea come l’IA stia ridefinendo le dinamiche di potere. Allo stesso modo, l’uso della tecnologia nel mondo del lavoro e nella sanità presenta potenzialità ma anche rischi, come l’ampliamento delle **disuguaglianze**. Stanzione ha sollecitato una riflessione collettiva sulla necessità di un bilanciamento fra innovazione e **tutela dei dati personali**, per evitare che la velocità dell’evoluzione tecnologica superi le normative vigenti.
Infine, il Garante ha avvertito i media sulla responsabilità di mantenere un equilibrio tra il diritto di informare e la **dignità delle persone**, evidenziando come l’era della digitalizzazione possa spesso scivolare verso una **spettacularizzazione** malsana, come dimostrano alcuni casi di cronaca. La conclusione è chiara: per un futuro più equo, è fondamentale mettere l’innovazione al servizio della **dignità umana**.