
Operazione Antinquinamento: Scoperta una rete di traffico illecito di rifiuti metallici in Emilia-Romagna
Una complessa operazione condotta dalla Procura di Parma e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ha portato alla luce un traffico illecito di rifiuti metallici in Emilia-Romagna. L’inchiesta ha rivelato come un gruppo di soggetti, prevalentemente appartenenti a una famiglia calabrese, raccoglieva materiali ferrosi provenienti da officine meccaniche e cantieri edili, per poi stoccarli in quattro siti abusivi privi di adeguate misure di sicurezza. Questi luoghi non solo non erano autorizzati, ma non presentavano nemmeno i requisiti necessari per prevenire la contaminazione del suolo e delle acque.
I rifiuti metallici raccolti venivano sottoposti a operazioni di cernita e smontaggio prima di essere reimmessi sul mercato, grazie alla complicità di quattro aziende di recupero con sede nelle province di Parma e Reggio Emilia. Gli investigatori hanno documentato ben 500 trasporti abusivi di rifiuti nell’arco del 2023, movimentando oltre 650 tonnellate di materiali. Questo traffico ha generato un profitto illecito stimato intorno ai 300.000 euro, calcolato a partire dal valore medio del ferro e dell’acciaio, fissato a circa 330 euro a tonnellata.
Nel corso dell’operazione, sono stati finalmente posti sotto sequestro i quattro siti di stoccaggio abusivi individuati nei comuni di Langhirano, Neviano degli Arduini e Corniglio. Inoltre, sei autocarri utilizzati per il trasporto di rifiuti sono stati bloccati, in quanto privi delle necessarie autorizzazioni. Questa azione congiunta dei carabinieri e delle autorità competenti rappresenta un passo significativo nella lotta contro il traffico illecito di rifiuti, evidenziando la necessità di un monitoraggio costante per tutelare l’ambiente e la salute pubblica.