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La Polemica sui Tagli della Commissione Europea alla Biennale di Venezia
La Commissione Europea ha preso una decisione controversa, imponendo un taglio di due milioni di euro al budget della Biennale di Venezia. Questo gesto ha suscitato un ampio dibattito durante la presentazione della 83/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si svolgerà dal 2 al 12 settembre. Pietrangelo Buttafuoco, presidente dell’istituzione veneziana, ha affermato: “Troveremo un giudice a Berlino”, esprimendo la sua determinazione a non piegarsi. Il direttore della Mostra, Alberto Barbera, si è detto «sconcertato», sottolineando l’importanza dell’autonomia artistica: “Non facciamo politica, ma ci dedichiamo alla ricerca artistica a livello internazionale”.
Buttafuoco ha evidenziato che la Commissione ha inviato ben tre lettere, a cui sono state fornite risposte dettagliate, senza un vero dialogo. Ha citato una critica che ha girato sui media: “Toglie i due milioni alla Biennale e dà sei miliardi in sei mesi a Putin”. Con questa frase, ha messo in discussione le scelte della Commissione, suggerendo una mancanza di coerenza nelle sue decisioni. Nonostante le difficoltà, il presidente ha assicurato che le attività continueranno, perché la Biennale è un cruciale spazio creativo per supportare i giovani e i loro sogni.
Barbera ha aggiunto che il previsto taglio da parte dell’Unione Europea non influenzerà negativamente le attività già programmate, evidenziando che “non ci è stato chiesto di rinunciare a nulla”. La decisione della Commissione appare priva di fondamento giuridico, e il direttore si augura che i successivi procedimenti legali possano dimostrare la debolezza di questa scelta. Riguardo ai settori colpiti, ha chiarito che i due milioni rappresentano contributi su tre anni destinati a progetti come il Venice Production Bridge e il Biennale College.
In definitiva, la Biennale conserva altre fonti di finanziamento per affrontare questo imprevisto buco di bilancio, stimato intorno ai 700-750 mila euro per anno. La Mostra del Cinema, pertanto, non ne risentirà e continuerà a svolgere il suo ruolo cruciale nel panorama culturale internazionale.