
Questa settimana si presenta decisiva per la stabilità della maggioranza di governo e per i singoli partiti, con un confronto tra i leader sempre più avvolto nel mistero. La vera prova di forza si giocherà al Senato, dove si discuterà il decreto su giustizia e migrazione previsto per essere esaminato dall’Aula a partire da martedì. Al centro del dibattito, le irrisolte questioni sulle ‘intercettazioni a strascico’ che vedono contrapposti Forza Italia (FI) e Fratelli d’Italia (FdI), insieme alle controversie sulla legge elettorale, che rimangono un tema caldo.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è fortemente favorevole alla riforma elettorale e avverte i suoi compagni di partito sui rischi di incostituzionalità del testo senza l’inserimento delle preferenze. “Bocciare una legge non è come rifiutare un emendamento”, sottolinea La Russa, evidenziando la gravità di una possibile bocciatura in aula. Se la legge non dovesse passare per la terza lettura, il governo avrebbe poche alternative: si potrebbe navigare verso il voto anticipato.
La legge elettorale terrà impegnati i senatori per l’intera settimana, con un numero consistente di audizioni fissate dai gruppi parlamentari. La leadership di Fratelli d’Italia si mostra particolarmente attiva, proponendo un ampliamento dell’uso delle intercettazioni per i reati legati alla mafia. Tuttavia, gli alleati di FI, guidati da Antonio Tajani, scelgono un atteggiamento più cauto, ribadendo l’importanza di mantenere le garanzie costituzionali. Giorgio Mulè afferma chiaramente che, sebbene le richieste del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo siano legittime, il compito di legiferare spetta al Parlamento.
Questa settimana si prospetta come un vero e proprio tour de force legislativo, con il decreto sulla migrazione e l’asilo da votare entro giovedì. Tuttavia, il numero elevato di emendamenti presentati potrebbe allungare i tempi, allontanando ulteriormente l’approvazione finale del provvedimento.