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Caso Delmastro: Dori Rassicura sulla Giunta, il PD Denuncia un Precedente Storico e Fontana Fa Chiarezza sulle Decisioni Comunicate

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Il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori, ha denunciato un ostacolo senza precedenti nel processo di accesso alla documentazione riguardante il caso Delmastro. Insieme ad altri membri della Giunta, Dori si è recato negli uffici competenti, ma ha scoperto che nessuna collaborazione era prevista in seguito a indicazioni ricevute dalla Presidenza della Camera. Dori ha quindi deciso di contattare il presidente Lorenzo Fontana, richiedendo formalmente una lettera che giustifichi il divieto di accesso agli atti. “Fino a quando questa lettera non verrà ricevuta, non faremo ulteriori passi nella Giunta”, ha affermato Dori.

Una Situazione Istituzionale Critica

La situazione attuale è definita da Dori e dai membri del Partito Democratico come un fatto grave per le istituzioni. Gli uffici della Camera, seguendo le direttive della Presidenza, stanno in effetti impedendo ai deputati di esercitare le loro prerogative. I membri della Giunta sottolineano che non è mai accaduto che un organo parlamentare venisse ostacolato in modo così palese, limitando la trasparenza e la possibilità di esaminare gli atti trasmessi dalla Procura di Roma. La questione centrale è: cosa teme realmente il governo guidato da Giorgia Meloni?

Un Appello alla Trasparenza

Il gruppo di deputati di centrosinistra, composto da Dori, Gianassi, Orfini, e diversi membri del Movimento 5 Stelle, ha chiesto con urgenza che venga garantito il diritto di accesso alla documentazione necessaria per il loro lavoro. “Non esistono motivazioni valide per impedire ai parlamentari di esaminare gli atti su cui devono pronunciarsi”, hanno dichiarato. In una nota congiunta, i rappresentanti di Avs, M5s e Pd hanno affermato che, dopo ore di attesa, è stato negato loro l’accesso alle chat riguardanti il caso Delmastro, una decisione che considerano una grave lesione delle prerogative parlamentari. “Ci riserviamo di agire in ogni sede necessaria per tutelare la dignità e l’autonomia del Parlamento”, hanno concluso, evidenziando la loro determinazione a combattere per i propri diritti e quelli dell’istituzione.”