
L’Italia, rappresentata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, avanza una proposta in vista del Consiglio europeo fissato per martedì. Tale proposta prevede la creazione di nuovi centri per il rimpatrio di migranti irregolari, ispirati al modello già adottato in Albania. Questi nodi, però, dovrebbero essere finanziati con risorse europee e collocati principalmente nel continente africano. La notizia, riportata da diverse testate come il Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa, ha trovato conferma presso fonti governative.
Secondo informazioni circolanti, sarebbe già stata redatta una lista preliminare di nazioni potenzialmente coinvolte nel piano. Tra queste figurano Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia. Questi Paesi sono stati identificati come alleati strategici nell’ambito della gestione dei flussi migratori verso l’Unione Europea, aprendo dibattiti sulla sicurezza e sul diritto d’asilo.
Oltre alla presentazione di questi hub, l’Italia proporrà anche di attuare in maniera rigorosa il programma “Gsp+”, un sistema approvato di recente e ufficialmente operativo dal 1° gennaio 2027. Questo programma collega i benefici tariffari per i Paesi in via di sviluppo con il loro impegno a riprendere i cittadini che si trovano illegalmente all’interno dell’Unione Europea. Con questa manovra, il governo italiano punta a incentivare la collaborazione internazionale nel contrastare le migrazioni irregolari e migliorare la sicurezza delle frontiere europee.
In un contesto caratterizzato da crescente tensione sui temi migratori, l’Italia cerca di assumere un ruolo di leadership nella trattativa europea, cercando soluzioni che possano armonizzare i diritti umani con le esigenze di sicurezza nazionali. Resta da vedere come la proposta verrà accolta dai partner europei e quali misure concrete saranno adottate.