
L’Italia sta preparando una richiesta all’Unione Europea per ottenere fino a 36 miliardi di euro di flessibilità destinati principalmente a spese per la difesa e il settore energetico. Il governo ha intrapreso un percorso per attivare la clausola di salvaguardia nazionale, anche se il cammino si preannuncia difficile a causa di tensioni interne e della complessità del tema legato agli armamenti.
I primi segni di attrito emergono soprattutto tra le fila della Lega, che ha costretto gli alleati a modificare la risoluzione riguardante il Safe. Le difficoltà non si limitano però solo alla maggioranza; anche i partiti di opposizione stanno mostrando segni di disaccordo. Nonostante le tensioni, alla fine la maggioranza riesce a rimanere unita, con Camera e Senato che approvano la proposta con 181 e 98 voti favorevoli rispettivamente. Questo rappresenta il primo passo verso una manovra di bilancio attesa per l’autunno.
Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia, ha illustrato le intenzioni del governo, specificando che l’Italia intende richiedere fino allo 0,6% del PIL per l’energia e 0,9% per la difesa. I numeri complessivi parlano di circa 35-36 miliardi, suddivisi in 14 miliardi per il settore energetico e tra 21 e 22 miliardi per la difesa. Giorgetti ha anche chiarito che le risorse destinate alla difesa potranno includere “misure finanziate con il Safe”, amplificando così le polemiche nel governo.
Nella discussione, è emerso un chiaro disaccordo interno alla Lega, con necessità di modificare le formulazioni proposte inizialmente, effettivamente a causa di pressioni interne. Tuttavia, Giorgetti si è mostrato determinato, affermando che l’Italia ha già avviato iniziative importanti per un sistema di difesa comune e che la questione verrà trattata con attenzione. Non mancano le critiche da parte delle opposizioni, in particolare dal Movimento 5 Stelle, che ha messo in guardia il governo contro l’idea di finanziare il riarmo. La strada verso la richiesta di scostamento di bilancio si preannuncia complessa e sarà soggetta a una attenta considerazione nel prossimo futuro.