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Compensi dei Giornalisti e Fuga di Dati: La Polemica Su Report e Le Spese Pubblicate da Il Tempo

Nuove Polemiche all’Interno di Report: Querele e Interrogazioni in Arrivo

La recente pubblicazione di un articolo de Il Tempo, intitolato “Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report”, ha innescato un acceso dibattito su Rai3 e sulla sua programmazione. Questo articolo ha portato a una serie di querela e interrogazioni cross-party, accentuando le tensioni già esistenti attorno al programma condotto da Sigfrido Ranucci.

Reazioni degli Inviati di Report e del Direttore

Gli inviati del programma hanno denunciato una vera e propria campagna diffamatoria nei loro confronti, sottolineando come le cifre citate nel reportage siano erronee e fuorvianti. Secondo loro, ciò che è stato presentato non rappresenta le retribuzioni individuali, ma il totale delle spese per realizzare ciascun servizio. In risposta, minacciano di avviare una querela contro il quotidiano.

Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, ha contrastato la loro versione, affermando che i compensi di molti inviati superano addirittura l’appannaggio annuale del presidente della Repubblica, che recentemente ha deciso di ridursi lo stipendio. Questa situazione ha acceso ulteriormente il dibattito, spingendo il deputato Francesco Filini a richiedere un’interrogazione in Commissione di Vigilanza per garantire trasparenza in merito a questa “Reportopoli”.

Richieste di Chiarezza e Indagini Interne

La questione ha sollevato interrogativi su come i dati finanziari di Report siano finiti sotto i riflettori del quotidiano. Sigfrido Ranucci ha chiesto l’intervento del Comitato Etico della Rai, per chiarire la distribuzione di informazioni riservate. Anche Roberto Natale, consigliere della Rai, ha commentato la gravità della vicenda, evidenziando che i membri del consiglio non hanno accesso a tali dati. È necessaria una reazione adeguata da parte dell’amministratore delegato, ha sottolineato.

Inoltre, il presidente della FNsi, Vittorio Di Trapani, ha interpellato i vertici della Rai, chiedendosi se sia previsto un audit per la situazione o se la trasparenza venga applicata solo a determinate categorie di dipendenti. Riflessioni simili emergono da Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, che ha manifestato il suo stupore per come l’azienda filtri solo dati sensibili riguardanti “collaboratori sgraditi”.

La senatrice del M5s Barbara Floridia ha dichiarato che gli attuali sviluppi rendono quasi impossibile una ricomposizione della Commissione di Vigilanza, evidenziando quanto l’uso delle istituzioni da parte della maggioranza possa risultare inaccettabile. Le critiche continuano a essere espresse, e resta da vedere se altre trasmissioni verranno messe sotto esame da parte della stampa.