
Il Papa ha scelto di inviare il suo ‘ministro degli Esteri’, monsignor Paul Richard Gallagher, in Russia per un’importante missione diplomatica che durerà fino al 28 agosto. Questo viaggio segue l’analoga visita svolta in Ucraina alla fine di luglio, a testimonianza del costante impegno di Leone XIV per promuovere il dialogo e fermare i conflitti. Anche se il programma dettagliato di Gallagher non è stato reso pubblico, fonti russe indicano che si svolgerà un incontro con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov martedì 25 agosto.
Durante il soggiorno a Mosca, mons. Gallagher è atteso per incontri con altre figure di spicco, inclusi rappresentanti del Patriarcato di Mosca, un’entità cruciale per qualsiasi possibile dialogo tra il Vaticano e il Cremlino. Inoltre, è previsto un confronto con la piccola comunità cattolica presente sul territorio russo. Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha sottolineato l’importanza di questa missione, esprimendo il desiderio di fare tutto il possibile per sostenere iniziative umanitarie in Ucraina, come il rimpatrio dei bambini e lo scambio di prigionieri.
Questo viaggio acquista particolare rilevanza, considerando che mons. Gallagher non si recava in Russia dal 2021, prima dell’intensificarsi della guerra in Ucraina. La sua visita segna un momento significativo nell’impegno della diplomazia vaticana e si inserisce nel contesto di precedenti offerte del Papa per fungere da mediatori per negoziati di pace. Anche monsignor Raimo Ramón Goyarrola Belda, vescovo di Helsinki, ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa: “È fondamentale ripristinare la ragione in un contesto di guerra, dove sembra svanita. Senza ragione, il dialogo è impossibile”. Queste parole rispecchiano la crescente consapevolezza alla luce degli eventi recenti, come il cambiamento di opinione della popolazione finlandese sull’adesione alla NATO.