
Torino ha ospitato oggi un presidio a sostegno della Torino-Lione, nato dopo i recenti attacchi ai cantieri in Val di Susa. In piazza Palazzo di Città erano presenti circa duecento persone, tra cui il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha voluto ribadire con fermezza la propria posizione: stare in piazza, ha spiegato, significa prendere parola con coerenza e opporsi a ogni forma di violenza.
Cirio ha definito quanto accaduto quest’estate come un gesto che non intimorisce chi sostiene l’opera, ma che al contrario viene denunciato con decisione. Secondo il governatore, il dissenso è legittimo solo se resta nel perimetro della democrazia; quando sfocia nella violenza, invece, diventa un atto criminale che non può trovare spazio in una società civile.
Nel suo intervento, Cirio ha chiarito che il presidio non va confuso con una manifestazione di piazza nel senso tradizionale. Ha ricordato che quella vera e propria si era già tenuta in passato, quando, a suo dire, erano in 50mila a chiedere lo sblocco della Tav. Oggi, invece, l’obiettivo è lanciare un segnale preciso: l’opera va avanti e non si fermerà.
Per il presidente della Regione, la Torino-Lione rappresenta un progetto strategico che procede giorno dopo giorno, metro dopo metro. Un percorso ancora in corso, ma destinato a concludersi, ha sottolineato, con ricadute importanti per il territorio piemontese.
Cirio ha concluso il suo intervento ribadendo la natura simbolica della presenza in piazza: presidiare contro la violenza, difendere la democrazia e sostenere il completamento di un’infrastruttura ritenuta fondamentale per lo sviluppo futuro del Piemonte. Ha inoltre ricordato che il suo appoggio al progetto non è mai stato in dubbio, perché la Tav era già presente nel suo programma politico.