
Il 7 gennaio, giornata di commemorazione della strage di Acca Larentia, ha riportato in primo piano il clima di tensione che si respira a Roma. Manifestazioni di violenza politica si sono ripresentate in forme inquietanti, con episodi di aggressione e atti intimidatori che hanno caratterizzato questa ricorrenza. La sede sindacale della Cgil nel quartiere Primavalle è stata colpita da cinque fori di proiettile, sollevando preoccupazione e indignazione tra gli esponenti delle istituzioni.
In un contesto già teso, quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati vittime di un attacco nei pressi di un supermercato all’Alberone. Un gruppo di circa dieci aggressori, incappucciati e armati, ha preso di mira i giovani mentre stava preparando manifesti per commemorare i compagni deceduti. La madre di uno di loro, Sabrina Fantauzzi, ha espresso la propria angoscia sui social, evidenziando che i suoi figli sono scampati a una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere: Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una pacificazione nazionale, sottolineando che “quando il dissenso si trasforma in violenza, la democrazia viene lesa”. Un sentiment condiviso anche da Ignazio La Russa, presidente del Senato, che ha condannato l’aggressione come una manifestazione di odio politico di profonda gravità.
Nel contesto della commemorazione, l’eco degli anni di piombo risuona forte nella memoria collettiva. Il 7 gennaio 1978, due militanti, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, furono assassinati, un evento che segnò l’inizio di una spirale di violenza e terrorismo che ha funestato l’Italia. Oggi, mentre alcuni celebrano la memoria di questi eventi con saluti romani e rituali, ci sono anche voci contrarie che si levano, ricordando le tragedie del passato e richiamando un’Italia antifascista.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito l’attacco alla sede della Cgil un atto “gravissimo”, avvertendo che attaccare un’organizzazione sindacale è un attacco alla democrazia stessa. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha parlato di un gesto di “gravità inaudita”, ribadendo l’urgenza di contrastare l’escalation della violenza e promuovere un dibattito democratico.
In un clima di crescente tensione, il ricordo di Acca Larentia rimane un monito importante, ma anche un’opportunità per rilanciare il dialogo e la pacificazione in un paese che ha vissuto troppi capitoli difficili della sua storia.