
Nel corso del pomeriggio, giornalisti hanno contattato Matteo Renzi per comprendere le sue reazioni riguardo alla sua assenza in una celebrazione pubblica che ha visto insieme Schlein, Bonelli, Conte e Fratoianni. Renzi ha risposto con una certa tranquillità, affermando: “E perché mai dovremmo essere arrabbiati?” La sua non presenza in quella fotografia è da considerarsi un segno distintivo della sua posizione politica, che si discosta nettamente dal gruppo di sinistra radicale.
Renzi ha evidenziato che il gruppo di sinistra di cui è stato escluso ha un certo seguito nel Paese, ma a suo avviso, “è insufficiente a vincere e a governare.” Il fondatore di Italia Viva si è detto convinto che la sinistra, per avere possibilità di successo, debba contenere anche una forte componente riformista. Il suo messaggio chiaro è che senza una visione riformista, la sinistra italiana non riuscirà a conquistare la fiducia degli elettori.
Nonostante l’apparente divisione, Renzi afferma che «davanti al governo di Meloni, Salvini e Vannacci», ci sia la necessità di un’alleanza che si concentri su basi programmatiche. A tal proposito, ha dichiarato: “Ci proveremo, fino alla fine.” Il suo intento è quello di costruire un accordo sui contenuti per contrastare quella che considera la “peggiore destra che l’Italia abbia mai conosciuto.”
In conclusione, Renzi ha messo in luce la sua differenza con i leader di sinistra-sinistra, affermando che pur non vivendo nella stessa ottica, è possibile collaborare per il bene del Paese e della democrazia, sottolineando l’importanza di unire le forze contro l’attuale governo. Questa strategia potrebbe rappresentare un’opportunità per il centro-sinistra di tornare a essere competitivo nella scena politica italiana.