Logo News italia

Addio Barbara Spinelli: europeismo e impegno civile, figlia di uno dei padri fondatori dell’UE

Una vita tra giornalismo e impegno civile

Barbara Spinelli, giornalista ed eurodeputata, si è spenta a Roma a 80 anni dopo una lunga stagione vissuta tra redazioni, dibattiti pubblici e istituzioni europee. Figlia di Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene, e di Ursula Hirschmann, tra le protagoniste del federalismo europeo, ha ereditato dai genitori una forte idea di partecipazione civile e politica.

Il suo percorso professionale si è mosso per decenni nel mondo dell’informazione: tra i volti della nascita di la Repubblica, dove iniziò a lavorare nel 1976 accanto a Eugenio Scalfari, e successivamente corrispondente da Parigi per testate come Corriere della Sera e La Stampa. Più tardi tornò a collaborare con il quotidiano romano, per poi approdare nel 2016 a Il Fatto Quotidiano.

Dall’informazione a Bruxelles

Nel suo giornalismo, come nella sua attività politica, sono sempre emersi i temi del pacifismo e dell’europeismo. Nel 2014 scelse di candidarsi alle elezioni europee con la lista L’Altra Europa con Tsipras, contribuendo a un progetto che cercava di unire diverse anime della sinistra italiana. L’elezione a Strasburgo non mancò però di creare tensioni interne, dopo la decisione di accettare il seggio.

Al Parlamento europeo Spinelli ricoprì anche il ruolo di vicepresidente della Commissione per gli affari costituzionali. Lì, entrando nell’aula intitolata al padre, parlò di un’emozione profonda: “Battersi lì dove l’Unione si fa è una bella avventura”.

L’ultima battaglia e il ricordo politico

Anche dopo la fine del mandato continuò a intervenire nel dibattito pubblico, difendendo con forza i principi dell’integrazione europea. Nel 2025 si espresse contro gli attacchi di Giorgia Meloni al Manifesto di Ventotene, ribadendo il valore di quel testo fondativo e criticando duramente la premier.

La notizia della sua morte ha suscitato messaggi di cordoglio da più parti. Il Movimento 5 Stelle l’ha ricordata come un punto di riferimento, mentre Giuseppe Conte ha parlato della sua passione per la giustizia sociale e per la causa europeista. Anche Roberta Metsola ha reso omaggio al suo impegno, sottolineando il contributo dato alla riflessione sul futuro dell’Europa.