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Amatrice onora le vittime del terremoto con fiaccolata e rintocchi di campana a 239 anni di distanza

Amatrice commemora le vittime del terremoto con una fiaccolata simbolica

Un ricordo toccante per le vittime

Questa notte, Amatrice ha vissuto un momento di profonda commozione con una fiaccolata silenziosa che ha segnato il decimo anniversario del devastante terremoto avvenuto il 24 agosto 2016. I cittadini, accompagnati da un rintocco di campane, uno per ciascuna delle 239 vittime, hanno preso parte a questo pellegrinaggio per mantenere vivo il ricordo di coloro che hanno perso la vita in quella tragica notte, quando il borgo della provincia di Rieti è stato quasi completamente distrutto da un sisma di magnitudo 6.

Il desiderio di rinascita

Durante la cerimonia, le parole si sono alternate al microfono in un silenzio carico di emozione. “Siamo qui per chi non c’è più e per chi è rimasto”, hanno affermato i partecipanti, sottolineando la determinazione della comunità di non dimenticare mai le proprie radici e la propria storia. Hanno inoltre manifestato il desiderio di un futuro luminoso per Amatrice, un paese che merita di rinascere e tornare a brillare grazie alla sua bellezza e tradizione, nonostante il tragico passato.

Un cammino di speranza nel buio

Il serpentone di fiaccole, che ha attraversato il ‘ground zero’ del paese, simboleggiava il bisogno di luce in un periodo buio per la comunità. I partecipanti hanno illuminato il cammino intorno alla torre civica, unica struttura rimasta in piedi, rappresentativa di un nuovo inizio per i cittadini di Amatrice. Questa commemorazione ha creato un’atmosfera intima, rendendo la notte del 24 agosto un momento di riflessione profonda. Le parole del sindaco Giorgio Cortellesi sono rimaste in silenzio, segnando un tempo di commemorazione che sarà seguito da celebrazioni ufficiali con la partecipazione della premier Giorgia Meloni e del cardinale Zuppi.