
Il Mega Yacht dell’Ambasciatore Americano a Venezia: L’arrivo e le Polemiche
L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta, ha fatto il suo ingresso a Venezia a bordo del suo imponente yacht, il “Boardwalk”, in occasione della celebrazione della festa del Redentore. Verso le 11:40 di ieri, la prua del megayacht si è fatta strada nelle acque del bacino di San Marco, mentre un rimorchiatore ne facilitava l’attracco alla Riva dei Sette Martiri, presidiata da forze di Polizia e Carabinieri. Fertitta, assieme alla moglie Lauren e a un gruppo di amici, ha goduto dello spettacolare panorama, indossando una t-shirt chiara e un cappellino scuro, mentre la sua consorte si distingueva in un elegante abito rosso.
La presenza del mega yacht ha sollevato le ire della sezione CGIL di Venezia. Il segretario Daniele Giordano ha espresso la sua indignazione per quanto considerato un atto di “vergogna”, sottolineando che un’imbarcazione di 117 metri, dal valore di centinaia di milioni di dollari, contrasta con i valori di sostenibilità ambientale e sociale che Venezia dovrebbe perseguire. Giordano ha avvertito che la città, descritta come futura “Capitale della Sostenibilità”, sta tradendo i suoi principi, preferendo accogliere i miliardari piuttosto che occuparsi delle necessità quotidiane dei suoi abitanti.
Il pomeriggio ha visto anche un’animata manifestazione dei centri sociali contro l’arrivo dello yacht, con circa 250-300 partecipanti che hanno sfilato con uno striscione recante la scritta “Venezia non si Usa”. La protesta è sfociata in momenti di tensione con le forze dell’ordine, culminando in spinte e manganellate. La marcia, che era partita da Campo San Zaccaria, ha subito un blocco all’imbocco di via Garibaldi, con cariche di alleggerimento da parte della Polizia. Nonostante gli scontri, il corteo è proseguito verso i Giardini di Castello, dove i manifestanti si sono fermati, portando a termine il loro messaggio di dissenso.