
Ambientalisti in allerta contro il decreto legge sulla caccia
Il prossimo 7 luglio si apriranno le audizioni in Commissione Agricoltura riguardo le modifications alla legge 157/92, già approvata al Senato. Questo ddl, considerato un “sparatutto” dalle associazioni ambientaliste, ha sollevato un ampio dibattito. Durante la settimana verranno ascoltate diverse organizzazioni, tra cui Lipu, Legambiente, Wwf e altre, tutte unite contro le modifiche proposte che potrebbero avere impatti significativi sulla fauna italiana.
Le modifiche previste dal ddl modificano radicalmente l’approccio alla gestione della fauna selvatica. Si passa da una posizione di tutela a una di gestione, in cui il cacciatore è definito “bioregolatore”. La proposta prevede anche che il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) diventi solo consultivo, riducendo così l’importanza della scienza nelle decisioni venatorie. Tra le novità, si segnalano l’uso illimitato di richiami vivi, l’ampliamento delle specie cacciabili e la possibilità di cacciare anche dopo il tramonto, suscitando le preoccupazioni di molte associazioni che vedono il rischio di un incremento nel numero di animali abbattuti.
In risposta a queste preoccupazioni, 57 associazioni, tra cui Lav e Greenpeace, hanno inviato una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, chiedendo di coinvolgere anche la Commissione Ambiente nel dibattito. La Commissione Europea ha già manifestato interesse per la questione, ponendo l’accento sulle criticità dell’estensione della caccia oltre il 10 febbraio e sulla questione dei richiami vivi. Giovanni Albarella di Lipu critica la mancanza di misure per la convivenza con la fauna selvatica, mentre i dati dell’Ispra segnalano che il 28% dei vertebrati in Italia è a rischio estinzione, mettendo in luce l’importanza di una gestione sostenibile e responsabile della fauna.
Nel complesso, il ddl sulla caccia appare come un provvedimento controverso che potrebbe alterare l’equilibrio ecologico e alimentare un conflitto tra cacciatori e ambientalisti, riaccendendo un dibattito su come proteggere la ricchezza naturale italiana.