Logo News italia

Anm avverte il governo: tribunali paralizzati senza legge Nordio, ma il Guardasigilli promette un cronoprogramma per i magistrati

Governabilità e Giustizia: Nuove Dinamiche tra Esecutivo e Magistratura

Il rapporto tra il governo italiano e la magistratura si avvicina a una prova cruciale, in particolare dopo le recenti dichiarazioni di distensione seguite al referendum. La prima occasione di dialogo emerge dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), la quale ha sollecitato sia il governo che il Parlamento a “sospendere immediatamente l’entrata in vigore” della norma del ‘gip collegiale’, una disposizione prevista dalla legge Nordio, ratificata nel 2024. In risposta, l’Esecutivo ha manifestato un’apertura, programmando un incontro per discutere di questa problematica.

Il Gip Collegiale e le Preoccupazioni della Magistratura

Il provvedimento, oltre a prevedere l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, introduce una nuova prassi in cui le decisioni riguardanti le custodie cautelari devono essere prese da una composizione collegiale di giudici durante le indagini preliminari. Questa misura, fortemente sostenuta in passato da Forza Italia, è di fatto pronta a entrare in vigore dal 24 agosto, ma suscita timori nei magistrati. L’Anm ha avvertito che potrebbe “paralizzare il lavoro dei tribunali italiani”, in quanto l’attuale numero di magistrati non è sufficiente per gestire una così alta richiesta di personale, rendendo necessario il blocco della norma fino a un adeguato incremento degli organici.

Un Futuro Incerto per l’Efficienza Giudiziaria

Le statistiche parlano chiaro: ben 39 uffici, tra gip e gup, presentano un organico inferiore a tre magistrati, mentre 28 ne hanno esattamente tre. I vertici dell’Anm sottolineano che il numero di giudici in Italia è notevolmente inferiore alla media europea, un fatto inaccettabile se si desidera garantire un servizio che tuteli i diritti di tutti. Secondo il neopresidente dell’Anm, Giuseppe Tango, l’introduzione del gip collegiale non risolverebbe i problemi esistenti ma, al contrario, complicherebbe ulteriormente le cose, allungando i tempi di giustizia nei tribunali più grandi e paralizzando quelli medio-piccoli.

Il Ministero della Giustizia, da parte sua, ha accolto l’invito a un “serio confronto”, annunciando la preparazione di un piano d’azione che prevede il coinvolgimento del Consiglio superiore della magistratura e dell’Avvocatura. Tuttavia, resta da chiarire se sarà sufficiente un rinvio dell’entrata in vigore della norma, poiché molti magistrati avvertono che per rendere operativa la nuova disposizione sarebbe necessario un significativo incremento del personale, ben oltre i numeri attuali.