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Appalti illeciti e caporalato a Trieste: arresti e indagini della GdF su 16 persone

Operazione “Dirty Delivery”: scoperti 120 posti di lavoro irregolari

Un intervento mirato nella lotta agli appalti illeciti

I militari del Gruppo di Portogruaro, in provincia di Venezia, insieme al I Gruppo di Trieste della Guardia di Finanza, hanno portato a termine una significativa operazione volta a smantellare un sistema organizzato di appalti irregolari. Nel corso dell’operazione, denominata “Dirty Delivery”, sono state accertate 120 posizioni lavorative irregolari e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un valore totale di circa 5,4 milioni di euro.

Svelato un meccanismo di frodi fiscali nella logistica

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trieste, ha permesso di disarticolare un complesso sistema che operava prevalentemente nel settore della logistica. I finanzieri hanno individuato una rete di società di facciata, gestite a nome di prestanome, che operavano come veri e propri “serbatoi di manodopera”. Queste realtà servivano a eludere le normative sul lavoro e i contratti collettivi, generando anche indebiti crediti IVA e omettendo i pagamenti fiscali e contributivi, arrecando gravi danni all’Erario e ai diritti dei lavoratori coinvolti.

Misure cautelari e perquisizioni in diverse regioni

All’esito delle indagini, sono state formalmente indagate 14 persone, cinque delle quali per associazione a delinquere. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste ha inoltre disposto misure cautelari nei confronti di due degli indagati, una delle quali prevede il carcere e un’altra gli arresti domiciliari. Le Fiamme gialle hanno eseguito anche perquisizioni in 20 sedi distribuite in varie regioni tra cui Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Puglia, e attuato sequestri preventivi per oltre 750 mila euro.