
La Camera dei Deputati ha espresso il proprio via libera al disegno di legge riguardante la valutazione della performance e lo sviluppo della carriera, un’iniziativa promossa dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. Questo provvedimento rappresenta, secondo il ministro, “un passo cruciale per modernizzare il settore pubblico”, con l’intento di sostituire un approccio burocratico con uno realmente orientato agli obiettivi, tendendo a garantire servizi più efficaci per utenti, cittadini e aziende.
Il disegno di legge si propone di rinnovare l’attuale sistema di misurazione e valutazione della performance, mirando a costruire una Pubblica Amministrazione capace di attrarre e mantenere talenti. “Non si tratta semplicemente di introdurre regole innovative”, afferma Zangrillo, “ma di avviare un significativo cambiamento culturale, valorizzando il merito e rendendo le amministrazioni più agili di fronte alle sfide attuali”.
Il testo prevede modifiche alle modalità e ai tempi per l’assegnazione degli obiettivi, rendendo il trattamento retributivo legato alla performance fortemente correlato alla valutazione ottenuta. Sarà impossibile attribuire punteggi massimi superiori al 30% per garantire che il merito sia realmente il fattore determinante.
Per garantire un processo di selezione equo e trasparente, il ministero ha previsto un sistema di garanzie rigorose. La valutazione delle performance sarà compito di una Commissione indipendente, composta da 7 membri, di cui 4 dirigenti di livello generale della stessa amministrazione e 2 esperti esterni. Questa commissione sarà presieduta da un dirigente generale proveniente da un’altra amministrazione, con la partecipazione di un dirigente sovraordinato e di un rappresentante dell’Organo indipendente di valutazione, pur senza diritto di voto.
La procedura di selezione comprenderà due fasi: la prima sarà dedicata alla valutazione individuale delle performance e delle competenze organizzative, mentre la seconda prevederà prove scritte e orali. Inoltre, gli incarichi dirigenziali non potranno superare i 3 anni, con possibilità di rinnovo solo dopo una valutazione positiva della Commissione.
Con questa legge, il ministro Zangrillo dichiara di voler favorire la crescita dei dipendenti pubblici, consentendo loro di esprimere appieno le proprie competenze e potenziali, contribuendo così a migliorare i servizi offerti a cittadini e imprese.