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Assisi Mattarella Zuppi: Lezione di San Francesco per la Pace Oggi

Assisi accoglie Mattarella per la festa di San Francesco

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato ad Assisi per prendere parte alle celebrazioni dedicate a San Francesco patrono d’Italia, che torna a essere festa nazionale. Ad accoglierlo, insieme alle autorità civili e religiose, c’erano il sottosegretario Alfredo Mantovano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco Valter Stoppini e il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni.

Zuppi: “La pace non nasce dalle armi”

Nell’omelia celebrata ad Assisi, il cardinale Matteo Zuppi ha richiamato il messaggio attualissimo di Francesco, ricordando come il santo indichi ancora oggi una via alternativa alla logica della forza. In un tempo segnato da guerre e tensioni, ha spiegato, la pace non si costruisce con le armi ma con il dialogo, il diritto e la fraternità. Zuppi ha sottolineato che Francesco, pur essendo mite, non fu affatto debole: seppe disarmare l’ostilità con l’incontro e la relazione, mostrando che solo insieme si può trovare una risposta ai conflitti.

Mattarella: un insegnamento universale contro l’idolatria del denaro

Nel suo intervento, Mattarella ha definito San Francesco una figura capace di parlare a tutti, credenti e non credenti, perché portatore di un messaggio universale di pace, amore e rispetto per il Creato. Il capo dello Stato ha ricordato che la scelta di povertà del santo fu una rottura concreta con l’“idolatria del denaro” e una rivoluzione interiore profonda. Francesco, ha osservato, non cercò il potere, ma la fraternità, il servizio ai poveri e la dignità di ogni persona.

La lampada votiva e il segno dell’Italia unita

Durante la cerimonia, il sindaco di Assisi Valter Stoppini ha acceso la lampada votiva davanti alla tomba del santo, offrendo l’olio a nome di tutte le istituzioni italiane. Fra Marco Moroni ha parlato di una presenza del presidente che rappresenta un dono per tutta la comunità nazionale, sottolineando che Francesco è davvero il santo di tutti e del mondo intero. Il gesto simbolico ha voluto rafforzare un messaggio di unità, solidarietà e speranza rivolto all’intero Paese.