
La BCE alza la voce: l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle riserve d’oro di Bankitalia sotto esame
Un forte allerta è arrivato dalla Banca Centrale Europea (BCE) riguardo all’emendamento proposto da Fratelli d’Italia, relativo alle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia. Il partito dell’attuale premier sembra, però, determinato a proseguire sulla propria linea, affermando che tali riserve “appartengono al popolo italiano”. Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da un avanzamento lento della manovra economica in commissione e da un’attesa dell’accordo con le banche sulle necessarie coperture.
Di fronte alla prima proposta, la BCE aveva espresso un parere deciso, e la nuova formulazione proposta da Fratelli d’Italia, sebbene più “soft” e privata del riferimento diretto allo Stato, ha mantenuto il concetto che le riserve auree “appartengono al popolo italiano”. Le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde mettono in discussione le reali motivazioni dell’iniziativa, chiedendo una rivalutazione da parte delle autorità italiane per garantire l’indipendenza di Bankitalia. Nonostante ciò, Fratelli d’Italia continua a difendere la propria posizione, definita sorprendentemente allarmante da parte di alcuni esponenti del partito, come Francesco Filini e Lucio Malan.
Il clima in commissione è teso e caratterizzato da forti opposizioni, con il Partito Democratico che si oppone fermamente all’inclusione dei controversi articoli sui Livelli Essenziali di Prestazione (Lep) nella manovra. Il vicepresidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, ha avvertito: “Con i Lep dentro, la manovra non sarà approvata”, lasciando intendere che l’ostruzionismo sarà una strategia adottata dalle opposizioni se non si procederà alla rimozione di tali articoli. Nel contesto di una legge di bilancio definita “fallimentare” da parte del centrosinistra, il centrodestra esulta per il calo dello spread, che ha raggiunto i minimi dal 2009, sottolineando un clima di maggiore fiducia nel governo.