
Il giorno successivo alla seconda prova per l’ammissione alla facoltà di Medicina, che ha rappresentato una sfida significativa per molti studenti, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha dovuto affrontare le contestazioni di un gruppo di giovani durante il suo intervento ad Atreju. “Non possiamo più tollerare il semestre filtro, temiamo di dover rinunciare a un intero anno!”, hanno esclamato i ragazzi in protesta contro la controversa riforma di accesso. In risposta, Bernini ha sollecitato i manifestanti a “fare silenzio e permetterle di parlare”, accennando a una celebre frase dell’ex presidente Berlusconi e continuando con un attacco: “Questo dimostra la vostra inutilità”, ha affermato, prima di scendere dal palco per un confronto diretto con gli studenti.
La reazione della ministra ha suscitato forti critiche da parte della deputata del Partito Democratico, Irene Manzi, e del senatore Francesco Verducci. “Davanti a studenti che protestano in modo legittimo contro una riforma fallimentare, la ministra ha scelto di rispondere con insulti anziché nel merito della questione”, hanno sottolineato. Giovanni Barbera, della direzione nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato: “Meglio essere etichettati come comunisti piuttosto che berlusconiani”.
Nel suo intervento ad Atreju, Bernini ha spiegato che “quella odierna non è una sanatoria, ma l’evoluzione di una riforma che deve completare le sue fasi di attuazione”. Ha chiarito che, una volta ottenuti tutti i risultati, la graduatoria stabilirà chi avrà accesso immediato e chi dovrà recuperare debiti d’esame entro il 28 febbraio. La ministra ha anche ammesso un errore nella prova di fisica, consentendo un bonus di un punto a tutti per una domanda errata.
Tuttavia, si prevedono migliaia di ricorsi legali. I legali Francesco Leone e Simona Fell hanno dichiarato che la proposta di ammettere a Medicina anche gli studenti con risultati insufficienti è da considerarsi “illegittima e incostituzionale”. Secondo loro, “non si possono modificare i criteri di selezione a prova conclusa”. Nel frattempo, oggi gli studenti dell’Unione degli Universitari hanno manifestato in diverse città italiane, inclusa Roma, per esprimere il loro dissenso: “Avevamo previsto che questo sistema si sarebbe rivelato una truffa”, ha dichiarato Antonio Caso, capogruppo M5S in commissione Cultura.
Gianna Fracassi, segretaria della Flc Cgil, ha affermato che il ministero sta cercando di “mettere una pezza a un evidente fallimento del nuovo sistema di accesso” ma, secondo lei, la situazione è peggiorata ulteriormente. Gli studenti continuano a lottare per il riconoscimento delle loro esigenze e per una riforma che non comprometta il loro futuro accademico.