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Giorgia Meloni lega il via libera italiano al prossimo bilancio UE al contenuto dell’intesa, non alla scadenza del negoziato. Nelle comunicazioni al Senato del 14 ottobre, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, la presidente del Consiglio ha spiegato che il governo non accetterà un accordo sfavorevole all’Italia soltanto per chiudere entro fine anno.
L’obiettivo di arrivare a un’intesa entro dicembre, sostenuto dalla presidenza irlandese, non viene respinto da Roma. Meloni pone però una condizione: il risultato deve tutelare gli interessi italiani. Si tratta della posizione negoziale esposta dal governo; il nuovo quadro finanziario pluriennale non è ancora approvato.
Le priorità indicate sono la politica agricola comune, la pesca e la coesione. Secondo la presidente del Consiglio, i primi due settori incidono sulla sicurezza alimentare, mentre i fondi di coesione servono a ridurre gli squilibri tra territori.
Nel suo intervento Meloni ha indicato in 1.622 miliardi di euro, a prezzi costanti, la dimensione della proposta irlandese per il periodo 2028–2034: secondo le cifre riportate dalla premier, sono 108 miliardi in meno rispetto alla proposta di giugno. La presidente ha inoltre contestato l’ipotesi che l’Italia versi più risorse ricevendone meno.
Un altro tema è il rimborso del debito di NextGenerationEU. Roma sostiene una restituzione più graduale, senza nuove imposte su famiglie e imprese. Anche questo punto resta parte del confronto europeo, non una misura già decisa.
Meloni ha annunciato che Italia e Romania ospiteranno, a margine del vertice, una riunione degli Amici della Coesione. Il passaggio servirà a coordinare le posizioni sui finanziamenti territoriali mentre prosegue il negoziato sul bilancio.
Foto della seduta: Presidenza del Consiglio dei Ministri · governo.it · CC BY 3.0 IT.