
Durante il Consiglio comunale di Bologna, il gruppo di maggioranza ha approvato la discussione dell’ordine del giorno presentato dall’opposizione, ma non ha ritenuto urgente la questione riguardante la revoca della cittadinanza onoraria concessa a Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati. La decisione del Consiglio ha dunque mantenuto lo status di Albanese, nonostante alcuni contrasti all’interno della stessa maggioranza.
Il capogruppo della Lega, Matteo Di Benedetto, ha definito la decisione della maggioranza come “vergognosa”, sottolineando l’incapacità della sinistra di prendere distanze da Albanese. La questione ha suscitato anche la reazione di Nicola Stanzani di Forza Italia, che ha criticato il fatto che alcuni membri che si erano espressi contro la cittadinanza ad Albanese abbiano comunque votato contro la sua revoca o si siano astenuti dal voto.
In risposta alle polemiche, il consigliere Detjon Begaj di Coalizione civica ha difeso la relatrice dichiarando che non è messa in discussione la sua figura, ma piuttosto la scelta della maggioranza di schierarsi “dalla parte giusta della storia”. Secondo Begaj, la discussione non verte sulle simpatie personali, ma sul lavoro di Albanese riguardo al genocidio in Palestina. Anche Giacomo Tarsitano ha espresso preoccupazione per l’attenzione sproporzionata riservata alle parole di Albanese, suggerendo che sarebbe meglio concentrarsi sui contenuti dei suoi rapporti.
Nel frattempo, la proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Albanese da parte di Firenze è stata giudicata “irricevibile e divisiva” dai consiglieri Francesco Grazzini e Francesco Casini di Iv-Casa Riformista. I due hanno richiesto un netto rifiuto da parte del Consiglio, sostenendo che l’amministrazione non dovrebbe prestare il suo nome a iniziative politiche che non promuovono la pace e il dialogo. Hanno anche criticato le affermazioni di Albanese nei confronti della senatrice Liliana Segre, ritenendo inaccettabile che chi esprime tali opinioni riceva onorificenze dalla città, che si definisce simbolo di pace.