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Bonaccini: programma alternativo della coalizione da firmare con sangue, Pd e dichiarazioni sullo stare insieme

Bonaccini: “L’unità del centrosinistra è fondamentale, ma non basta”

Per Stefano Bonaccini, presidente nazionale del Partito democratico, la compattezza della coalizione di centrosinistra resta una condizione indispensabile per provare a vincere, ma da sola non è sufficiente. A margine dell’iniziativa “L’alternativa progressista per l’Italia”, organizzata a Bari, Bonaccini ha spiegato che ora serve anche un programma alternativo chiaro e condiviso, da sottoscrivere con impegno da tutte le forze della coalizione.

Prima il programma, poi la scelta del leader

Secondo il governatore emiliano, prima di discutere di nomi e leadership bisogna mettere nero su bianco un progetto comune. Solo dopo, ha sottolineato, si potrà affrontare il tema della guida politica della coalizione. Tra le ipotesi indicate da Bonaccini ci sono le primarie, considerate una delle strade possibili, oppure la soluzione in cui, come accade in molti sistemi democratici, il primo partito della coalizione indica il candidato premier.

Bonaccini ha però avvertito che senza un accordo preliminare sul programma, il rischio sarebbe quello di aprire subito una nuova fase di tensioni interne. Per questo, ha detto in sostanza, l’intesa politica deve venire prima di ogni altra cosa.

Il nodo della leadership nella coalizione

Il presidente del Pd ha poi ripreso il tema di un eventuale terzo nome alla guida del fronte progressista, oltre a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Su questo punto la sua posizione è stata netta: al momento, per Bonaccini, lo scenario sembra ridursi a due opzioni principali, cioè le primarie oppure la designazione del premier da parte del partito più forte della coalizione.

In conclusione, il messaggio lanciato da Bari è chiaro: senza un’alleanza solida e un programma comune, ogni discussione sulla leadership rischia di diventare prematura. Solo un campo largo davvero coeso, secondo Bonaccini, può avere la forza di competere con il centrodestra.