
Durante la conferenza stampa di presentazione della Biennale Arte 2026, il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, ha enfatizzato l’importanza di procedere con audacia e di sviluppare i propri progetti in totale libertà. Riferendosi alle parole del presidente della Repubblica, ha sottolineato che l’arte e la cultura richiedono uno spirito libero e audace, un messaggio che avrà un ruolo centrale nella manifestazione programmata per aprire al pubblico il 9 maggio.
Buttafuco ha espresso la sua riconoscenza al Ministero della Cultura, rappresentato da Alessandro Giuli, e a tutte le istituzioni locali, inclusa la città di Venezia e i cittadini che la abitano. Ha inoltre menzionato con gratitudine la Regione del Veneto, la soprintendenza e la Marina Militare dei vicini.
Nel discorso, il presidente della Biennale ha affermato che la manifestazione non mira a risolvere problemi, ma piuttosto a stimolare il dibattito e suscitare domande. Ha messo in guardia contro la censura preventiva e le opinioni distorte che possono formarsi prima di un vero e proprio confronto. “La Biennale non è un tribunal”, ha insistito, definendola un “giardino di pace” dove è fondamentale il dialogo fra le istituzioni e gli artisti. Ha concluso esortando tutti a unire le forze per guardare insieme verso la luna, sottolineando la necessità di una cooperazione costruttiva nel mondo dell’arte.