
Il processo di verifica dei conti pubblici italiani, articolato dall’Istat, avviene seguendo le modalità e i tempi stabiliti dai regolamenti dell’Unione Europea. Questa revisione si svolge con frequenza semestrale, con date limiti fissate al 1° aprile e al 1° ottobre di ogni anno, sotto l’egida tecnica di Eurostat. In tale scenario, l’Istat non solo mantiene un ruolo di autonomia e indipendenza, essendo il garante finale della qualità dei dati, ma funge anche da coordinatore tra le varie istituzioni nazionali che contribuiscono alla creazione dei dati relativi alla finanza pubblica, tra cui Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Questo è stato evidenziato dal presidente dell’Istituto, Francesco Maria Chelli, durante un’audizione alla Camera riguardante il Documento di finanza pubblica (DfP).
Alla luce di un eventuale deterioramento della situazione economica, si rende necessaria l’adozione di misure per sostenere la disponibilità economica delle famiglie e garantire la liquidità delle imprese. Tuttavia, il rispetto dei vincoli europei limita le possibilità di manovra fiscale. La Corte dei Conti, sempre durante l’audizione sul DfP, ha riaffermato l’importanza di mantenere un rigoroso controllo sui conti pubblici, accanto a una cauta selezione delle azioni da intraprendere per affrontare gli impatti dell’aumento dei costi delle materie prime energetiche.
In un contesto di restrizione del bilancio, emerge la necessità di definire in modo preciso le priorità di spesa, che potrebbero includere incrementi settoriali in alcune aree, come quella della difesa. I magistrati contabili hanno sollecitato una maggiore attenzione nella valutazione dell’efficacia costi-benefici delle misure governative da attuare. A tal fine, la programmazione attenta delle risorse diventa cruciale per garantire una risposta adeguata alle richieste economiche emergenti.
Oggi, presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio, si svolgeranno audizioni da parte delle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, finalizzate all’analisi del Documento di finanza pubblica per il 2026. I principali organismi che prenderanno parola includono l’Istat, il CNEL, la Corte dei Conti, la Banca d’Italia e il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari.