
La recente chiusura dell’inchiesta sul caso Almasri ha sollevato un’ondata di polemiche proprio nel cuore della campagna referendaria. Al centro delle indagini troviamo Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del ministero della Giustizia. Il ministro Carlo Nordio ha subito espresso il suo “disappunto” nei confronti della tempistica con cui i magistrati hanno portato avanti l’inchiesta. “Ho massima fiducia nel lavoro della mia collaboratrice e sono certo che continuerà a contribuire con rinnovato impegno alle mie riforme”, ha dichiarato Nordio, chiarendo la sua posizione.
Dalla sede del governo non giungono commenti ufficiali, ma la situazione provoca tensioni tra le forze del centrodestra. Nordio ha messo in dubbio l’operato dei magistrati, generando “sospetti” tra i colleghi politici. Francesco Paolo Sisto, viceministro di Forza Italia, ha definito quello attuale un “clima avvelenato” e il deputato Enrico Costa ha lamentato la presenza delle procure nella campagna referendaria. Anche Matilde Siracusano di Fratelli d’Italia ha sottolineato che la tempistica è “preoccupante”, in linea con le critiche sulla notifica pervenuta a ridosso del voto.
Il Partito Democratico ha colto l’occasione per esprimere la sua disapprovazione, affermando che le dichiarazioni di Nordio rappresentano un “grave attacco” alla libertà della magistratura. Federico Gianassi, capogruppo dem in commissione Giustizia, ha sottolineato che “i giudici devono operare senza interferenze politiche”. Dalla parte del Movimento 5 Stelle, si osserva che i commenti del ministro arebbero un chiaro segnale della volontà del governo di ridurre il controllo di legalità esercitato dalla magistratura. Gli esponenti di sinistra, come Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, intensificano la loro campagna con lo slogan “no ai pieni poteri”, cercando sinergie con le opposizioni.
Questa situazione complessa si intreccia con le preoccupazioni del centrodestra riguardo l’esito referendario, enfatizzando ulteriormente l’importanza della battaglia politica che si sta svolgendo, mentre le forze politiche tentano di posizionarsi in vista del voto imminente.