
Il governo italiano si sta muovendo rapidamente su due argomenti chiave: la riforma della legge elettorale e il disegno di legge sul nucleare. L’obiettivo dell’esecutivo è ottenere un primo via libera alla Camera per la legge elettorale entro giugno e finalizzare il ddl sul nucleare entro l’estate.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha ribadito l’importanza del nucleare durante il Festival di Trento, sottolineando la volontà del governo di poter “impiegare finalmente centrali di nuova generazione”. Ciriani ha sollevato la questione di un possibile referendum, un’affermazione che ha subito alimentato il dibattito tra i parlamentari, specialmente a pochi giorni dalla consultazione sulla giustizia.
Malgrado lo staff del ministro abbia successivamente smentito l’intenzione di convocare un referendum su un tema tanto controverso, la polemica è già scoppiata. Ciriani stesso ha precisato che l’idea di un raccolta firme per un referendum abrogativo è una supposizione su come i contrari al nucleare potrebbero reagire.
Nonostante le affermazioni di Ciriani, nel ministero dell’Ambiente si ritiene che un referendum possa tenersi solo nel 2028, in virtù della legge che vieta consultazioni nell’anno elettorale. Tuttavia, alcuni costituzionalisti suggeriscono che potrebbe essere possibile presentare una richiesta per il referendum entro il 30 settembre, aprendo la strada a un voto nel 2027.
La maggioranza, dal canto suo, sembra determinata ad andare avanti, con la premier Giorgia Meloni che punta a completare la legge delega sul nucleare entro l’estate. Di contro, le opposizioni, rappresentate da forze come il M5S e il Partito Democratico, affermano che gli italiani hanno già espresso la loro opinione nelle precedenti consultazioni e che le prossime elezioni saranno un vero referendum sulle politiche energetiche del governo.
In tema di legge elettorale, Ciriani ha confermato l’intenzione di introdurre un premio di maggioranza fissato attorno al 42%, accompagnato da altre modifiche destinate a cambiare profondamente il sistema attuale. La discussione è accesa e si prevede che sarà al centro dei prossimi incontri in Aula.