
Questa mattina, la Corte d’Assise di Bergamo ha emesso una sentenza definitiva condannando Jashandeep Badhan, un giovane di vent’anni di origini indiane, all’ergastolo. Il giovane, che ha ammesso le sue colpe, è stato ritenuto colpevole dell’omicidio della diciottenne Sara Centelleghe, brutalmente assassinata nella notte del 25 ottobre 2024.
La studentessa è stata trovata nella sua casa a Costa Volpino, dove ha subito un attacco terribile, con 77 colpi di forbice e strangolamento. La brutalità del crimine ha colpito l’opinione pubblica, scatenando un’ondata di indignazione. I giudici hanno evidenziato la presenza di aggravanti significative: la crudeltà del gesto e il legame diretto tra la rapina del telefonino di Sara e il suo omicidio. Tali fattori hanno pesato sulla decisione finale, che non ha offerto alcuno spazio a possibili attenuanti.
Inoltre, la Corte ha accolto la richiesta di un risarcimento immediato di 25 mila euro ciascuno per i genitori di Sara, che si sono costituiti parti civili nel processo. Questo provvedimento sottolinea l’importanza di sostenere le famiglie delle vittime in momenti così tragici e spesso devastanti. La sentenza rappresenta un passo verso la giustizia per Sara e un messaggio chiaro contro la violenza ingiustificata.