Logo News italia

Condanna per Vessazioni e Nozze Forzate: Un Caso Simile a Quello di Saman con un Epilogo Differente

Anni di abusi e violenze: una giovane pachistana trova il coraggio di denunciare

Una storia di sofferenza e isolamento

Negli ultimi sei anni, una giovane donna di 22 anni ha vissuto un vero e proprio incubo a causa delle vessazioni inflitte dai genitori. La ragazza, originaria del Pakistan, è stata privata di libertà e isolata, subendo violenze fisiche e psicologiche. Costretta a lasciare l’Italia e a recarsi in Pakistan contro la sua volontà, è stata minacciata e costretta ad accettare un fidanzamento e un matrimonio con un cugino.

La condanna dei genitori

Grazie al coraggio della giovane, che ha finalmente denunciato i maltrattamenti ai carabinieri, la situazione è cambiata. I genitori, entrambi di origini pachistane e rispettivamente di 54 e 51 anni, sono stati condannati a due anni e 15 giorni di reclusione per maltrattamenti e tentata induzione matrimonio forzato. Questo esito rappresenta un passo significativo nella complessa indagine condotta dai carabinieri di Boretto, supportati dal Norm di Guastalla e dalla Procura reggiana.

Un progresso nella lotta contro la violenza

Le violenze sono iniziate nel 2017 e si sono protratte fino al 2023, culminando in un triste episodio nel dicembre 2022, quando la giovane, scoperta in stato di gravidanza, è stata aggredita e costretta ad abortire. Oltre a subire maltrattamenti fisici, è stata chiusa in cantina e picchiata. La denuncia ha portato a un divieto di avvicinamento per i genitori: il giudice ha messo in evidenza la natura “maschilista e dispotica” delle loro azioni, un atteggiamento inaccettabile secondo i diritti fondamentali garantiti dall’ordinamento italiano.

Il caso riporta alla mente la tragica vicenda di Saman Abbas, uccisa nel 2021, sottolineando quanto sia fondamentale continuare a combattere contro la violenza di genere e a promuovere la libertà e i diritti delle donne.