
Il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il suo via libera a quattro ordini del giorno proposti dalla maggioranza di centrodestra, in seguito agli incidenti verificatisi al termine del corteo per Askatasuna lo scorso 31 gennaio. Questi provvedimenti hanno ricevuto l’appoggio esclusivamente della maggioranza, con l’intento di affrontare le problematiche legate alla sicurezza nella regione.
Tre degli ordini del giorno, proposti da Carlo Riva Vercellotti (Fratelli d’Italia), Fabrizio Ricca (Lega) e Sergio Ebarnabo (Fratelli d’Italia), incaricano la Giunta regionale di costituirsi parte civile nei processi legati agli eventi violenti. Il quarto documento, invece, esprime la solidarietà del Consiglio e della Regione nei confronti della rettrice e degli organi governativi dell’Università di Torino, supportandone le misure per garantire la sicurezza e il rispetto della legalità.
In aggiunta, questi ordini del giorno chiedono al Governo e al Parlamento di accelerare l’adozione di un decreto sulla sicurezza e di potenziare le misure a tutela delle forze dell’ordine. È prevista una rigorosa restrizione nell’uso di risorse regionali, escludendo qualsiasi finanziamento a gruppi coinvolti in atti di violenza o comportamenti in contrasto con i principi democratici.
Il Partito Democratico ha sollecitato un abbassamento dei toni, auspicando che i dibattiti in aula si concentrino su tematiche più istituzionali e meno polemiche. Hanno inoltre chiesto al Governo di incrementare i fondi per le forze dell’ordine, garantendo così una lotta più efficace contro la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha respinto le accuse di violenza, sottolineando il diritto di manifestare il dissenso in modo pacifico, e ha difeso le iniziative del Comune di Torino per il ripristino della legalità nel quartiere di corso Regina Margherita.
Infine, il Movimento 5 Stelle ha rivolto critiche al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, chiedendone le dimissioni. Ritenuto incapace di gestire l’ordine pubblico durante manifestazioni, il ministro si trova al centro di un intenso dibattito politico che continua a infiammare gli animi in Regione.