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I recenti sviluppi nei negoziati riguardanti il conflitto in Ucraina stanno generando notevoli frizioni all’interno del campo largo. Il leader del M5S, **Giuseppe Conte**, ha sollevato un polverone con le sue dichiarazioni, in cui ha sostenuto che “dovremmo lasciare che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti”. Questo commento, espresso dopo un’analisi critica sul “fallimento” dell’operato del governo italiano e delle istituzioni europee, ha suscitato molteplici reazioni da parte degli alleati di coalizione.
Conte ha messo in dubbio la strategia europea, affermando che il fallimento delle politiche attuate è evidente nel tentativo di ottenere una vittoria su Mosca attraverso **invii di armi e spese militari**. Ha descritto l’Europa come “completamente disorientata e priva di alternative”. Le sue affermazioni non sono passate inosservate e hanno immediatamente innescato una serie di critiche da parte di vari esponenti della sinistra, tra cui **Avs**, **+Europa** e i riformisti del PD.
Il segretario di +Europa, **Riccardo Magi**, ha bollato come “inaccettabili e irresponsabili” le parole di Conte, assestando un duro colpo alla sua posizione.
La segretaria del PD, **Elly Schlein**, ha scelto una strategia più cauta evitando di rispondere direttamente, ma ha delegato il suo portavoce, **Peppe Provenzano**, a riaffermare la posizione del partito. “L’Italia deve rimanere con l’Europa per una pace giusta”, ha affermato Provenzano, enfatizzando che l’Europa deve continuare a giocare un ruolo fondamentale nel ristabilire l’ordine e la pace in Ucraina.
Tra i riformisti, **Filippo Sensi** ha lanciato un affondo seguendo il tema di Conte, con un commento sarcastico che mette in evidenza le sue posizioni. Tuttavia, la polemica non sembra placarsi; Conte, rispondendo alle critiche, ha rimarcato il suo punto di vista, sostenendo che gli Stati Uniti stanno approfittando della debolezza europea, una situazione che ha sempre considerato detrimentale per la collettività.
Il clima di tensione all’interno della coalizione continua a crescere, con accuse e battute che si rincorrono sui social e negli interventi pubblici. **Angelo Bonelli** di Avs ha critico l’approccio di Conte, auspicando una maggiore spinta da parte dell’Europa verso una negoziazione. Nel mentre, **Carlo Calenda** di Azione ha commentato in modo tranchant: “Conte-Salvini era una coppia naturale”, indicando l’assonanza tra le loro posizioni.