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Corteo No Ponte a Messina: 15.000 Partecipanti e la Reazione di Salvini contro il Nuovo Progetto

Un numeroso gruppo di cittadini ha dato vita a una manifestazione a Messina contro la costruzione del ponte sullo Stretto, con il chiaro slogan “Lo stretto non si tocca”. Gli organizzatori hanno festeggiato un’indiscutibile partecipazione di circa 15.000 persone, nonostante il maltempo e la pioggia battente. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, invece, ha espresso il suo sostegno al progetto durante un convegno a Reggio Calabria in video collegamento, affermando: “Rifare un’altra gara significherebbe bocciare un’infrastruttura utile a tutti”. Il suo obiettivo è di aprire i cantieri nel 2026.

Le motivazioni del “no ponte” e l’unità degli oppositori

La manifestazione è stata alimentata dalla recente pubblicazione delle motivazioni della Corte dei Conti, che ha bloccato il progetto. Durante il corteo, i partecipanti, uniti da ben 100 organizzazioni tra cui comitati, associazioni ambientaliste e movimenti politici, hanno marciato da piazza Castronovo fino al centro di Messina. Elly Schlein, segretaria del PD, ha sostenuto l’azione dei comitati, definendo il blocco una vittoria significativa e sollecitando scuse al governo per aver sprecato 13 miliardi di euro, sottraendo risorse importanti ad altre necessità regionali.

Contrasti sul futuro e l’unità dei movimenti

Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde, ha inteso rappresentare la determinazione degli oppositori al progetto, avvertendo il governo che, in caso di insistenza nell’andare avanti, “costruiremo un muro di legalità”. Renato Accorinti, ex sindaco di Messina e figura storica della lotta contro il ponte, ha dichiarato che il progetto è “inutile e devastante” e ha enfatizzato l’importanza di tutelare l’area dello Stretto, definita “sacra e a protezione speciale”. Accorinti ha infine lanciato un appello all’unità tra i rappresentanti della sinistra per continuare a combattere contro il progetto.

In questo contesto si è delineato un movimento ampio e pluralista, che, oltre a chiedere di archiviare definitivamente il progetto del ponte, ambisce a chiudere la Stretto di Messina SpA. La lotta contro il ponte, insomma, si conferma come una battaglia di popolo, che trova sostegno diffuso tra associazioni e movimenti del Sud.