
In una recente dichiarazione all’ANSA, il Dipartimento degli Affari esteri della Svizzera ha chiarito che l’indagine sul drammatico incidente di Crans-Montana è di competenza esclusivamente della giustizia vallesana e non di quella politica. Questo principio è tratto dalla base del sistema democratico svizzero, il quale si fonda sulla separazione dei poteri, assegnando a ciascun ramo dello Stato ruoli e responsabilità distinti.
Il Dipartimento ha riconosciuto la richiesta formale dell’Italia di collaborare strettamente con le autorità giudiziarie svizzere per chiarire i dettagli del tragico incendio a Crans-Montana. Questa sinergia coinvolge le autorità giudiziarie incaricate dell’inchiesta, dimostrando così un impegno comune per far luce su quanto accaduto. La Svizzera e l’Italia, infatti, condividono l’obiettivo di scoprire la verità e di assicurare che le circostanze che hanno portato alla morte di 40 giovani, provenienti da diverse nazioni, siano chiarite nel più breve tempo possibile.
Il Dipartimento ha insistito sulla necessità di un’indagine condotta con rapidità, trasparenza ed esaustività, sottolineando che le persone responsabili devono affrontare le conseguenze delle loro azioni. La richiesta di collaborazione tra i due Paesi riflette un impegno condiviso nella ricerca della giustizia e nel rispetto delle vittime coinvolte nella tragedia.
In conclusione, la Svizzera si mostra determinata a mantenere la propria struttura democratica, permettendo che le indagini seguano il corso della giustizia senza interferenze politiche, garantendo così che la verità emerga e che venga fatta giustizia per le famiglie delle vittime.