
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto ai dubbi sollevati dal Movimento 5 Stelle riguardo l’uso delle basi militari statunitensi in Italia. In un tweet, Crosetto ha ricordato che tali operazioni sono regolate da accordi risalenti a decenni fa, come il Nato Sofa del 1951 e il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954, aggiornato nel 1973 e con un Memorandum d’intesa tra Italia e USA nel 1995. Questi documenti giuridici, ha affermato il ministro, non sono mai stati messi in discussione da nessun governo fino ad oggi.
Parallelamente, l’Italia sta valutando la possibilità di fornire dispositivi anti-drone e **il sistema di difesa terra-aria Samp-T** a paesi del Medioriente come il Kuwait e gli Emirati Arabi. “Tutti i Paesi del Golfo ci hanno chiesto aiuto in questo momento di crisi,” ha dichiarato Crosetto, annunciando che un decreto legge per queste forniture potrebbe essere redatto e votato al più presto. Il governo sta considerando una strategia simile a quella adottata per inviare aiuti all’Ucraina dopo l’invasione russa.
Il vicepremier Matteo Salvini ha enfatizzato la necessità di rispettare gli accordi internazionali, in particolare quelli legati alla NATO. Ha suggerito che il supporto italiano dovrebbe essere logistico piuttosto che militare, evitando quindi l’invio di soldati. Si discute anche della possibilità di concedere le basi italiane per operazioni offensive contro l’Iran, un tema delicato che potrebbe inasprire le tensioni con Teheran, che ha avvertito che tali azioni verrebbero interpretate come dichiarazioni di guerra.
Il governo, attraverso Crosetto, ha assicurato che qualsiasi richiesta da parte degli Stati Uniti riguardo all’uso delle basi italiane sarà valutata attentamente. Con una crescente domanda di supporto da parte di paesi come Emirati Arabi e Kuwait, l’Italia ha a disposizione radar e sistemi di intelligence elettronica tramite la rete satellitare. Mentre si discute su questi argomenti, è fondamentale ricordare che l’attenzione delle forze italiane è già indirizzata verso il sostegno agli alleati europei nell’Est, in particolare riguardo alla crisi ucraina.