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Csm e Mafie al Nord: Critiche di Mattiello sul Presidio di Torino e le Incertezze della Delibera

Protesta a Torino contro il CSM: la mafia non può essere ignorata

Un presidio significativo davanti al Palazzo di Giustizia

Questa mattina, un gruppo di attivisti di Libera ha organizzato un presidio di protesta davanti al Palazzo di Giustizia di Torino. Il motivo alla base di questa mobilitazione è la recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che ha escluso il Piemonte e, più in generale, i distretti del nord Italia dalle zone classificate come ad “alta densità mafiosa”. Questa decisione ha sollevato profonde preoccupazioni tra i membri dell’associazione, i quali vedono un pericolo nel riallineare la narrazione sulla presenza delle mafie in queste aree.

Preoccupazioni per il rischio di una visione distorta

Un portavoce di Libera in Piemonte ha commentato dicendo: “Siamo molto preoccupati perché questa delibera rischia di farci regredire di molti anni nella comprensione del fenomeno mafioso al nord.” Accanto a lui, Davide Mattiello, presidente di Articolo 21 Piemonte e figura di spicco del Partito Democratico nella regione, ha definito la delibera come “anacronistica”, sottolineando che rappresenta un tradimento delle intuizioni di importanti figure come Giovanni Falcone e Carlo Alberto Dalla Chiesa, oltre che della celebre profezia di Leonardo Sciascia riguardo alla mafia.

La risposta della società civile e il sostegno alla magistratura

Mattiello ha anche evidenziato come la mobilitazione dei cittadini, in particolare il no al referendum sulla giustizia confermato da oltre 15 milioni di italiani, dimostri un forte attaccamento all’autonomia e all’indipendenza della magistratura, così come sancito dalla Costituzione. “Questo è un segno chiaro che la magistratura non deve essere alienata dal contesto sociale in cui opera,” ha aggiunto. Durante il presidio, sono state issate anche bandiere della Cgil, mostrando un’ampia solidarietà tra diversi gruppi e movimenti, uniti nella lotta contro l’indifferenza verso il fenomeno mafioso.