
Il recente annuncio di Donald Trump riguardo a possibili dazi per i paesi europei che appoggiano la Groenlandia ha colto di sorpresa il governo italiano. In aggiunta, l’idea che Trump possa unirsi a Vladimir Putin nel comitato per Gaza rappresenta una sfida significativa per la premier Giorgia Meloni. Questi temi hanno occupato gran parte dei pensieri della Meloni durante il suo rientro dall’Asia, dove ha avuto colloqui con vari leader europei, con l’intento di promuovere una “de-escalation” nei rapporti transatlantici.
In vista del Consiglio dei ministri previsto per oggi pomeriggio, la Meloni potrebbe discutere queste complesse questioni con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, come anticipato dalla stessa premier a Seul durante la presentazione di un nuovo pacchetto di sicurezza. Il ministro degli Esteri Tajani ha confermato di aver ricevuto l’invito americano per coinvolgere Putin nel processo di pace in Medio Oriente, aggiungendo che, nonostante le sue precedenti azioni, “se Putin cambia, sarebbe positivo”. Tuttavia, l’Italia sta attendendo segnali concreti da Mosca, e le incertezze attuali potrebbero essere superate solo da una risoluzione del conflitto in Ucraina.
Giovedì, Meloni parteciperà a un vertice straordinario a Bruxelles, dove è probabile che sposi una linea di mediazione per evitare una escalation. La premier è convinta che una frattura tra Washington e l’Europa non giovi a nessuno e ritiene che la risposta alla questione della Groenlandia debba essere trovata nel contesto della NATO. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha avvertito che una contromisura europea ai dazi sarebbe un errore e che “una competizione tra alleati non porterebbe a nulla di buono”.
Nel frattempo, le opposizioni stanno sollecitando la premier a riferire in Parlamento prima del vertice, evidenziando la necessità di chiarimenti sul piano di azione del governo in ambito europeo. I capigruppo di M5S, PD, AVS, IV, Azione e +Europa hanno formalmente richiesto un’analisi dell’atto di indirizzo con cui l’esecutivo intende proporsi in sede europea, evidenziando la pressione politica crescente in un momento cruciale.