
Il tanto atteso decreto legge sulle bollette è finalmente stato approvato dal governo della premier Giorgia Meloni. Questo provvedimento, del valore di 5 miliardi di euro, mira a generare risparmi significativi per famiglie e imprese. Tra le misure principali vi è l’eliminazione della tassa europea sulle emissioni, che incide sul costo del gas per i produttori di energia elettrica. Tuttavia, l’attuazione di questo meccanismo resta ancora soggetta all’approvazione da parte dell’Unione Europea.
Il decreto prevede anche interessanti incentivi per i contratti di fornitura di energia da fonti rinnovabili, che sono riconosciute come le più convenienti. In particolare, le aziende elettriche potranno volontariamente ridurre le bollette di almeno 60 euro per i consumatori con un ISEE fino a 25mila euro. Inoltre, è previsto un bonus elettrico annuale di 115 euro per le famiglie vulnerabili, sommato ai 200 euro già corrisposti, per un totale di 315 euro
Nonostante i benefici previsti, il decreto include anche un aumento dell’Irap del 2% per le aziende energetiche, una misura controversa che ha attirato le critiche dell’opposizione. La vendita del gas accumulato durante la crisi energetica del 2022 è un’altra mossa strategica per stabilizzare i prezzi. Ma le reazioni politiche sono diverse: mentre Confindustria esprime soddisfazione per le misure adottate, l’opposizione parla di un “pannicello caldo” e di vantaggi predominanti per le grandi aziende a scapito delle famiglie meno abbienti.
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha sottolineato come il decreto rappresenti una risposta a una priorità fondamentale: l’offerta di energia a prezzi più competitivi. Se da un lato il governo si dice fiducioso circa i risultati, dall’altro le associazioni dei consumatori, come il Codacons, esprimono insoddisfazione per i potenziali effetti negativi sulle famiglie italiane, segnalando un’inversione del principio “chi inquina paga”.