
Si chiamerà “annotazione preliminare” l’atto che il pubblico ministero utilizzerà per avviare le indagini su un crimine commesso “in presenza di una causa di giustificazione”. Questo nuovo strumento entrerà in vigore dopo l’iscrizione nel registro degli indagati in caso di incidente probatorio. Fa parte del decreto sulla sicurezza, approvato in Consiglio dei Ministri il 5 febbraio e che ha ricevuto il benestare della Ragioneria generale dello Stato, passando poi sotto la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per essere infine pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
Il testo definitivo del decreto ha subito alcune modifiche rispetto alle versioni iniziali, incluso il fermo preventivo per evitare che presunti violenti partecipino a manifestazioni pubbliche. Quest’ultimo sarà attivato solo “in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”. È stata inoltre eliminato il fondo di 50 milioni di euro per combattere gli illeciti nel settore ferroviario e ridotti a 48 milioni gli stanziamenti per la sicurezza urbana, destinati solo per il 2026.
Questa annotazione preliminare avrà una durata massima di 150 giorni e garantirà gli stessi diritti e garanzie di chi è già iscritto nel registro degli indagati. Nel caso in cui avvenga un’ulteriore iscrizione, i termini per le indagini preliminari inizieranno a decorrere dall’annotazione. Inoltre, il fermo preventivo consisterà nel trattenere i sospetti per un massimo di 12 ore, con obbligo di comunicazione immediata al pubblico ministero, che ordinerà il rilascio se non si ravvisano condizioni di pericolo.
Questo decreto fa parte della strategia del governo, che ha messo la sicurezza fra le sue principali priorità. L’iniziativa è stata stimolata da eventi di cronaca recenti, come le violenze avvenute durante il corteo per Askatasuna a Torino. La leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiesto scuse ufficiali a Giorgia Meloni e Matteo Salvini per le strumentalizzazioni avvenute in seguito a eventi tragici.
Le misure, inclusi i nuovi concorsi per reclutare 1.800 ispettori nel 2026 e 2.400 nel 2027, sono parte di una revisione delle forze di polizia e della loro dotazione. In totale, il decreto prevede spese significative per la sicurezza, sebbene siano stati esclusi i finanziamenti per i sistemi di controllo tecnologico nelle ferrovie. Anche le lesioni a capotreni e controllori saranno trattate con la stessa severità riservata ai pubblici ufficiali, mentre le normative sulle armi da taglio sono state inasprite con nuove restrizioni.