
Si sono concluse le votazioni sui circa 140 ordini del giorno presentati dall’opposizione in merito al decreto sicurezza, con il dibattito che si sta intensificando alla Camera. Le minoranze, infatti, hanno deciso di partecipare massicciamente alle dichiarazioni di voto finali, continuando a manifestare il proprio dissenso contro il provvedimento. Il voto finale sul testo è atteso per domani mattina.
Critiche sono arrivate dalle opposizioni riguardo il **ritmo incalzante** delle votazioni sugli ordini del giorno. Riccardo Magi di +Europe ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta di riforma costituzionale per cambiare il nome da “Parlamento” a “schiacciamento…”. Valentina D’Orso del Movimento 5 Stelle, con tono ironico, ha suggerito delle pause tecniche, sostenendo che il ritmo frenetico delle votazioni potrebbe necessitare di un allenamento fisico più che intellettuale. Daniela Ruffino di Az ha paragonato la situazione a una **catena di montaggio**, denunciando così l’assenza di un reale contraddittorio.
Nel dibattito si è inserito anche il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, il quale ha affermato che il decreto potrebbe essere soggetto a revisione da parte della Corte. Anche Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha espresso il suo disappunto, dichiarando il decreto come “sbagliato, inutile e lesivo dei diritti istituzionali” e ha esortato il governo a fermarsi, evidenziando come i dati mostrino un fallimento in materia di sicurezza. Inoltre, Andrea Casu del PD ha fatto notare che il governo sta negando al Parlamento la possibilità di svolgere correttamente il proprio lavoro, sottolineando le mancanze in termini di personale delle forze dell’ordine.
In un contesto dove le tensioni politiche sono palpabili, il governo sembra continuare per la sua strada, mentre i membri dell’opposizione si preparano a una battaglia decisiva sul decreto sicurezza.