
Dimissioni inaspettate dal Collegio del Garante per la Privacy
Il fronte del Collegio del Garante per la Privacy, da tempo ritenuto saldo, ha subìto una scossa significativa con le dimissioni di Guido Scorza. In un video pubblicato sui suoi profili social, ha annunciato di aver presentato le sue dimissioni irrevocabili al presidente Pasquale Stanzione, definendo la decisione come la più difficile della sua vita. Scorza ha sottolineato di non avere colpe sui fatti contestati, ma ha ritenuto che l’Autorità necessiti di autorevolezza sia effettiva che percepita, rendendo ineluttabile il suo passo indietro.
L’indagine che ha portato a questa situazione, avviata a seguito di servizi giornalistici di Report, riguarda presunti comportamenti scorretti da parte del board del Garante, il quale include anche il presidente Stanzione e altri membri. Al centro delle accuse si trovano presunti episodi di corruzione e le cosiddette “spese pazze” che avrebbero interessato l’ente negli ultimi anni. Le opposizioni, in particolare Pd, Avs e +Europa, si sono fatte portavoce della richiesta di dimissioni per il Collegio, amplificando il dibattito politico intorno alla questione.
La premier Giorgia Meloni, rispondendo a domande dei giornalisti a Tokyo, ha ribadito la sua fiducia nella magistratura, pur non esprimendosi sui dettagli legati all’inchiesta. Scorza ha anche evidenziato che, sebbene sostenga l’inchiesta giornalistica e giudiziaria, crede che la reputazione di un’Autorità indipendente non debba essere compromessa senza prove concrete. Al di là dell’aspetto penale, la vicenda potrà avere ripercussioni anche sul piano della Corte dei Conti, in relazione a possibili danni erariali. L’attenzione si sposterà ora sulla trasparenza delle spese di rappresentanza, già soggette a scrutinio nell’ambito dell’indagine.