
Dall’inizio della guerra in Ucraina, nel 2022, la disinformazione online ha fatto un salto di qualità. Secondo un’analisi di NewsGuard, sono stati diffusi oltre 900 contenuti giornalistici falsi, presentati come articoli pubblicati da 163 testate di 21 Paesi, Italia compresa. Dietro queste operazioni ci sarebbero campagne di influenza riconducibili alla Russia, capaci di entrare non solo nel dibattito pubblico, ma anche nelle risposte generate dai chatbot di intelligenza artificiale.
Negli ultimi mesi il fenomeno è aumentato in modo evidente: nella prima metà del 2025 NewsGuard aveva individuato 44 articoli fittizi, mentre nello stesso periodo del 2026 il numero è salito a 421, con un incremento dell’850%. Le testate imitate spaziano da nomi internazionali come BBC, Reuters, Bloomberg, Politico ed Euronews fino a realtà più piccole, tra cui The Kyiv Independent e The Yorkshire Post.
Anche il nostro Paese è stato coinvolto. Tra le testate usate per costruire contenuti falsi compaiono La Repubblica e Vatican News. In un caso, si attribuiva a La Repubblica una notizia sui controlli rafforzati tra i rifugiati ucraini in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina, con il riferimento a presunti legami con gruppi terroristici. In un altro, Vatican News avrebbe riportato una condanna al presidente Zelensky da parte del segretario personale del Papa, dopo un discorso natalizio.
NewsGuard spiega che alcune campagne, come Matrioska e Storm-1516, diffondono video e articoli falsi attraverso X e Telegram, mirando a Ucraina, Europa e Stati Uniti. Un altro sistema, la rete Pravda, composta da circa 280 siti, avrebbe pubblicato milioni di contenuti per contaminare l’ecosistema informativo. Il risultato è un ambiente in cui diventa sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è inventato, con l’obiettivo finale di indebolire la fiducia nelle fonti affidabili e mettere sotto pressione chi verifica i fatti.