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Docente bloccata in aeroporto da Extinction Rebellion: denuncia di fermi illegittimi in due anni

Controlli di Sicurezza Allegati ai Movimenti Ambientalisti: Il Caso di Annalisa

Fermata al Rientro da Montreal

Una docente di Torino, appena tornata da Montreal dove assisteva il marito in seguito a un incidente, è stata fermata e perquisita al controllo passaporti all’aeroporto di Milano Malpensa. La polizia di Stato ha spiegato che la donna risultava in stato di ‘segnalazione’ come persona ‘pericolosa’. Questo episodio, avvenuto lo scorso venerdì, è stato comunicato da Extinction Rebellion, un movimento attivista di rilievo, che ha deciso di portare all’attenzione pubblica l’accaduto dopo il crescente numero di fermi simili per i suoi membri.

Un Sistema di Controllo Controverso

Annalisa, attivista del movimento, ha condiviso le sue esperienze, sottolineando come sia la terza volta in sei mesi che subisce controlli al passaporto quando entra o esce dall’area Schengen. “Non si tratta di controlli casuali. Quando il mio passaporto viene scannerizzato, scatta un’allerta della polizia che porta al fermo”, ha dichiarato.

Questo particolare caso non è un episodio isolato, poiché Extinction Rebellion ha registrato negli ultimi due anni numerosi casi simili. Diverse persone legate al movimento hanno segnalato di essere state bloccate durante i controlli, a causa della loro partecipazione anche sporadica a manifestazioni.

Dubbio sui Verbali e Sospetto di Abuso di Potere

Nonostante le richieste di un verbale che documentasse la perquisizione, gli agenti hanno risposto in modo evasivo, affermando che ‘non era previsto’. Tuttavia, dopo insistenze, Annalisa ha finalmente ottenuto un documento della Polizia di Frontiera, indirizzato alla Dogana di Malpensa. Questo verbale classificava la perquisizione come ‘casuale’. Tuttavia, Extinction Rebellion e i suoi legali hanno iniziato a mettere in discussione questa giustificazione, vista la frequenza con cui i controlli avvengono per i membri del movimento, specialmente per Annalisa, che è stata fermata più volte in un breve lasso di tempo.

Questi avvenimenti sollevano interrogativi sul modo in cui le forze dell’ordine gestiscono i controlli di sicurezza, in particolare in relazione ai gruppi di attivismo ambientale. Il movimento chiede maggiore trasparenza e giustizia, nonché la fine di quelli che percepiscono come abusi di potere.