
Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha dichiarato che l’amministrazione attuale, nel corso degli ultimi quattro anni, ha messo in atto misure significative per incrementare i salari reali. Tra queste, il taglio strutturale del cuneo fiscale, il rinnovo dei contratti nel settore pubblico, e l’introduzione del salario giusto attraverso il Decreto Primo maggio. In vista della prossima Legge di bilancio, si prevede di abbattere l’Irpef per i redditi fino a 60.000 euro.
Secondo Durigon, queste iniziative permetteranno di alleviare il potere d’acquisto dei lavoratori. Tuttavia, egli sottolinea che anche le aziende hanno un ruolo fondamentale da svolgere in questo processo. Infatti, nonostante l’inflazione stia colpendo i costi delle materie prime, essa può anche tradursi in profitti maggiori per le imprese. Ci sarebbe quindi un margine per aumentare i salari attraverso la contrattazione collettiva.
Durigon esprime la necessità di un’azione collettiva, sottolineando che è inaccettabile che alcune contrattazioni siano ferme da oltre un decennio. La collaborazione tra imprese e sindacati è essenziale per affrontare la questione dei contratti sottopagati e del dumping contrattuale. L’obiettivo principale deve essere quello di trovare strumenti che consentano adeguamenti salariali rapidi in caso di significativi aumenti inflattivi, prima che si arrivi al rinnovo dei CCNL.
In conclusione, il sottosegretario auspica una risposta collettiva a una situazione economica che richiede sempre più attenzione. La responsabilità di migliorare le condizioni salariali non ricade solo sulle spalle del governo, ma deve essere condivisa da tutti i protagonisti del mondo del lavoro. Ripristinare un equilibrio tra i vari attori sociali non è solo una necessità, ma un imperativo etico, soprattutto in un contesto di crescente costo della vita.