
Il Caso Pamela Genini: Un Amico Controverso e le Richieste della Corte
Francesco Dolci, il presunto stalker nella vita e dopo la morte di Pamela Genini, è al centro di un acceso dibattito legale. Attualmente, l’avvocato Nicodemo Gentile, che rappresenta la madre della vittima, ha sollevato questioni importanti davanti alla Corte d’Assise di Milano, chiedendo di non accogliere la richiesta dell’ex amico di Pamela di diventare parte civile nel processo. “Con questa domanda, i fatti superano ogni possibile immaginazione. Non vi è alcun rispetto per una famiglia già profondamente ferita,” ha dichiarato Gentile, mettendo in evidenza l’assenza di prove concrete nella documentazione presentata da Dolci.
Nel contesto dell’inchiesta in corso a Bergamo, emerge che Pamela definiva Dolci in modi allarmanti, descrivendolo come un “amico con benefit, stalker e mostro.” Gentile ha segnalato che l’ossessione di Dolci per Pamela è riconosciuta anche dalla Procura di Bergamo, sottolineando la gravità della situazione. In risposta, l’avvocata Eleonora Prandi, difensore di Dolci, ha contestato tale ricostruzione, affermando che i due avevano instaurato una relazione stabile a partire dal maggio 2025. “Erano uniti in un rapporto duraturo e continuativo, e Dolci è stato l’ultimo a parlare con lei,” ha detto Prandi.
La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Menegazzo, sostiene la necessità di bocciare la domanda di Dolci. Essa mette in luce che esiste un’inchiesta a suo carico per vilipendio di cadavere e che, in quanto ultimo interlocutore di Pamela, la sua testimonianza risulta cruciale per il processo. Oggi, la Corte, presieduta dai giudici Bertoja e Fioretta, è chiamata a decidere sulle richieste di parte civile, un passo fondamentale nel percorso giudiziario che coinvolge la tragica fine della giovane.