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Figlio di Segre commenta tessera ANPI: “Condizioni insufficienti”, Belli Paci critica Pagliarulo

Le parole di Luciano Belli Paci sull’Anpi e le polemiche riguardanti le dichiarazioni del presidente

Luciano Belli Paci, figlio della storica senatrice a vita Liliana Segre, ha espresso riserve circa la sua adesione all’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). In un’intervista con l’ANSA, Belli Paci ha dichiarato: “Non sono sicuro che ci siano le condizioni per mantenere la tessera dell’Anpi.” La sua affermazione giunge in seguito alla partecipazione al corteo del 25 aprile a Milano, dove si è unito alla Brigata Ebraica esibendo uno striscione con la dicitura ‘Sinistra per Israele’.

Accuse e difese nella comunità ebraica

Le affermazioni di Belli Paci si pongono in contrasto con le critiche sollevate dal presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Maghnagi, nei confronti dell’Anpi. Nonostante la sua disapprovazione nei confronti delle accuse, ***Belli Paci non ha potuto fare a meno di condannare*** alcune dichiarazioni del presidente Anpi, Giuseppe Pagliarulo. Infatti, egli ha definito tali osservazioni come “inaccettabili“, sottolineando l’assurdità di attribuire colpe a chi ha sopportato sofferenze e oppressioni storiche.

Un’Anpi che deve restare fedele ai suoi principi

Belli Paci ha chiarito che le sue convinzioni politiche non sono in linea con ciò che percepisce come una distorsione dei principi fondanti dell’Anpi. “Questa non è l’Anpi a cui sono iscritto e di cui sarei dirigente“, ha affermato, evidenziando la necessità di un richiamo ai valori di giustizia e solidarietà che caratterizzano l’associazione. Il suo messaggio sottolinea un appello alla coerenza e all’unità, soprattutto in un periodo di tensioni e divisioni all’interno delle comunità che si riconoscono nei principi della Resistenza.