
Venerdì 3 luglio, nella chiesa parrocchiale di San Stino di Livenza, si svolgeranno i funerali di Chiara Guerra, l’insegnante 53enne brutalmente uccisa il 11 giugno scorso a Livenza da suo nipote di 17 anni. La comunità si riunirà per dare l’ultimo saluto a una donna che, come docente, aveva dedicato la sua vita all’educazione e alla crescita dei giovani.
Il nipote ha confessato il delitto due giorni dopo il fatto nelle mani del sostituto procuratore di Pordenone, Carmelo Barbaro. Il ragazzo, dopo aver commesso l’orribile atto, aveva sigillato il corpo di Chiara, insieme al suo cellulare e all’arma del crimine, all’interno di un sacco che poi ha gettato in un canale nei pressi. Solo il 16 giugno, il corpo è stato recuperato in una chiusa sul fiume Lemene, dove le autorità lo hanno rinvenuto dopo intense ricerche. L’autopsia ha rivelato particolari raccapriccianti: Chiara ha subito più di 40 coltellate, un dettaglio che ha lasciato la comunità sconvolta.
La Procura ha già ottenuto il nulla osta per le esequie, mentre il fascicolo d’indagine relativo al caso è stato trasferito alla Procura dei minorenni di Trieste. Questa decisione segna l’inizio di un lungo e complesso processo legale, volto ad affrontare la questione della responsabilità penale di un minorenne in un caso così grave. Le indagini continueranno a far luce sull’accaduto, mentre la comunità cerca di elaborare il lutto per una vita spezzata in modo così violento.